Quando ti si pone davanti una situazione strana, quasi unica, ti viene spontaneo ragionarci su; ma se anche tutti gli altri (e con tutti intendo tutti tutti) fanno lo stesso, uno inizia a perdersi e non si mette più a ragionare, ma si conforma al punto di vista generale, perdendo – in un certo senso – l’unicità del suo giudizio. Ma io non ci voglio rinunciare.
Ecco, diciamo che qualcosa del genere è successo anche noi, con l’attuale governo, che è un po’ tipo il gelato alla menta: o ti fa schifo o ti garba, non ci sono vie di mezzo. Sfruttando questo dualismo (se mi è concesso osar tanto) qualcuno tenta di inculcarci il Bipartitismo, perché così come ora ora una cosa o la si ama o la si odia, così in politica deve esistere solo bianco o nero, giallo o rosso, viola o azzurro.
Quando si parla di bipartitismo scappano subito fuori gli Stati Uniti. Personalmente trovo molto molto funzionali gli Stati Uniti (intendiamoci, hanno pure i loro difetti eh, però funzionan meglio dell’Italia), ma il motivo delle loro funzionalità non sta solo nel binomio “democratici” – “repubblicani” sta anche in una coerenza tra i governi che si susseguono. Obama non ha stravolto la politica estera di Bush – ma per fortuna ha fatto i suoi buoni cambiamenti – perché là sanno che un cambio di linea continuo confonde e riduce la governabilità.
Sempre parlando di là1 , c’è da dire che tutto questo sistema funziona anche per la storia che hanno avuto gli USA – indiscutibilmente diversa dalla nostra – e dalla loro forma di governo – ho da dirlo di nuovo? -. Noi siamo in Italia, il nostro governo funziona in modo differente, le nostre elezioni si svolgono in modi differenti.
Non possiamo applicare schemi uguali a basi differenti, si rischia di avere risultati completamente diversi e certe volte preoccupanti. Ed è qui che volevo arrivare. Immaginiamoci un’Italia bipartita in quel caso allora mi aspetterei un parlamento diviso così:
Giallognoli – 30% e Violacei - 70%
Mi viene spontaneo chiedere: perché esistono i giallognoli? Che scopo hanno? Conosciamo tutti la funzione principale del parlamento: votare le leggi proposte dal governo. Si capisce anche, con semplice associazione, che tutto il potere legislativo – è questo quello del parlamento no? – va in mano ai Violacei.2
Un! Ci avviciniamo sempre più alla stella.
Noi, bravi cittadini, sappiamo anche come si elegge il governo vero? Ed in questo caso chi sarà? Ma certo i Violacei. E così i Violacei si sono accaparrati anche il potere esecutivo.
Due!
Manca poco dai!
Ma per fortuna alla stella non ci arriviamo, il bipartitismo non assicura nessun controllo (diretto) sul potere giudiziario. Questo potere e chi lo detiene assume grandissima importanza: devono prendersi l’onere di controllare i rimanenti due poteri. Sembra (e questa similitudine è ardita anche per me) il “parlamento” francese prima di quel 1789: Clero e Aristocrazia contro Terzo Stato. E sappiamo tutti come era conciato il Terzo Stato prima della rivoluzione: schiacciato.
Sappiamo anche tutti come la concentrazione di potere non solo sia un carburante per la gelosia ed il desiderio, ma anche un invito allo sfracellamento della democrazia (su cui io ho comunque molti dubbi). Per concludere:
Giallognoli 24%, Violacei 26%, Verdolini 23%, Rossicci 17%
Questo parlamento avrebbe senso in una Repubblica parlamentare (mai la parola parlamento fu più importante). L’ho detto: non voglio essere una scimmia che alle elezioni è costretta a dire sì o no. Voglio votare un’idea, non una contro idea, voglio essere rappresentato, non essere un bit.


