ott
07
2009
4

La bandana, il sorriso, ed i tacchi

berlusconi

Berlusconi ha paura. La nasconde – goffamente tra l’altro -, ma ha paura.

(continua…)

lug
16
2009
0

Un! Due! (Tre!) Stella!

Quando ti si pone davanti una situazione strana, quasi unica, ti viene spontaneo ragionarci su; ma se anche tutti gli altri (e con tutti intendo tutti tutti) fanno lo stesso, uno inizia a perdersi e non si mette più a ragionare, ma si conforma al punto di vista generale, perdendo – in un certo senso – l’unicità del suo giudizio. Ma io non ci voglio rinunciare.

Ecco, diciamo che qualcosa del genere è successo anche noi, con l’attuale governo, che è un po’ tipo il gelato alla menta: o ti fa schifo o ti garba, non ci sono vie di mezzo. Sfruttando questo dualismo (se mi è concesso osar tanto) qualcuno tenta di inculcarci il Bipartitismo, perché così come ora  ora una cosa o la si ama o la si odia, così in politica deve esistere solo bianco o nero, giallo o rosso, viola o azzurro.

Quando si parla di bipartitismo scappano subito fuori gli Stati Uniti. Personalmente trovo molto molto funzionali gli Stati Uniti (intendiamoci, hanno pure i loro difetti eh, però funzionan meglio dell’Italia), ma il motivo delle loro funzionalità non sta solo nel binomio “democratici” – “repubblicani” sta anche in una coerenza tra i governi che si susseguono. Obama non ha stravolto la politica estera di Bush – ma per fortuna ha fatto i suoi buoni cambiamenti – perché là sanno che un cambio di linea continuo confonde e riduce la governabilità.

Sempre parlando di là1 , c’è da dire che tutto questo sistema funziona anche per la storia che hanno avuto gli USA – indiscutibilmente diversa dalla nostra – e dalla loro forma di governo – ho da dirlo di nuovo? -.  Noi siamo in Italia, il nostro governo funziona in modo differente, le nostre elezioni si svolgono in modi differenti.

Non possiamo applicare schemi uguali a basi differenti,  si rischia di avere risultati completamente diversi e certe volte preoccupanti. Ed è qui che volevo arrivare. Immaginiamoci un’Italia bipartita in quel caso allora mi aspetterei un parlamento diviso così:

Giallognoli – 30% e Violacei -  70%

Mi viene spontaneo chiedere: perché esistono i giallognoli? Che scopo hanno? Conosciamo tutti la funzione principale del parlamento: votare le leggi proposte dal governo. Si capisce anche, con semplice associazione, che tutto il potere legislativo – è questo quello del parlamento no? – va in mano ai Violacei.2

Un! Ci avviciniamo sempre più alla stella.

Noi, bravi cittadini, sappiamo anche come si elegge il governo vero? Ed in questo caso chi sarà? Ma certo i Violacei. E così i Violacei si sono accaparrati anche il potere esecutivo.

Due!

Manca poco dai!

Ma per fortuna alla stella non ci arriviamo, il bipartitismo non assicura nessun controllo (diretto) sul potere giudiziario.  Questo potere e chi lo detiene assume grandissima importanza: devono prendersi l’onere di controllare i rimanenti due poteri. Sembra (e questa similitudine è ardita anche per me) il “parlamento” francese prima di quel 1789: Clero e Aristocrazia contro Terzo Stato. E sappiamo tutti come era conciato il Terzo Stato prima della rivoluzione: schiacciato.

Sappiamo anche tutti come la concentrazione di potere non solo sia un carburante per la gelosia ed il desiderio, ma anche un invito allo sfracellamento della democrazia (su cui io ho comunque molti dubbi). Per concludere:

Giallognoli 24%, Violacei 26%, Verdolini 23%, Rossicci 17%

Questo parlamento avrebbe senso in una Repubblica parlamentare (mai la parola parlamento fu più importante). L’ho detto: non voglio essere una scimmia che alle elezioni è costretta a dire sì o no. Voglio votare un’idea, non una contro idea, voglio essere rappresentato, non essere un bit.

  1. Complemento di argomento. []
  2. Qualcuno qui potrebbe parlare di regioni e blablabla, a me interessa il livello nazionale, non quello regionale o peggio ancora provinciale. []
Written by Omar in: Politica e dintorni | Tag:, , , , ,
apr
09
2009
1

Il sondaggio indesiderato

In questo periodo mi sono messo a fare un sondaggio all’interno della classe. L’argomento era lo scontro israelo-palestinese. Come si può ben intuire, loro, non ci sono abituati a trattare questi temi e anche davanti ad una domanda semplicissima (”Sei per gli Israeliani o per i palestinesi?”) si sono trovati in relativa difficoltà. I numeri parlano chiaro: 6 persone hanno dato una risposta – quasi – sicura, 3 da una parte e 3 dall’altra; i rimanenti 16 non hanno risposto. In realtà parlare di “non risposta” potrebbe essere riduttivo, infatti tra quelle persone ce n’erano alcune che, per evitare di prender posizione, si sono limitate a parlare di “pace” e di accordi immaginari. Nessuno di loro ha però proposto soluzioni, anche sotto esplicito invito.

Bene, parliamo di pace, l’eterno valore di giustizia. Subito quelli che vogliono esser visti come equilibrati (ciò non significa che non lo siano) l’hanno invocata. Ma, come si fa a parlare di pace in quelle situazioni? I terroristi – almeno secondo praticamente tutta l’Europa e gli States, tanto per citarne alcuni che ritengono Hamas un’organizzazione terroristica – fanno pace? Da quando? Da mai.
Anche potendo parlare di pace, ci si trova comunque davanti ad altri problemi: la religione, la patria, la fermezza ed il diritto internazionale (tutte cose in cui loro stessi credono) e nessuno che parla di pace riesce a trovare una soluzione ad almeno uno di questi problemi.
Prendere una parte non significa essere contro la pace. Ci sono una serie di motivazioni per gli uni e per gli altri, qualcuno appoggia i primi, qualcuno i secondi. Te per chi sei?

Tutti gli altri, dei sedici, si sono limitati ad un “non ho la minima idea di cosa stia succedendo” o ” ho informazioni troppo parziali per poter dare un giudizio”. E credo siano queste le risposte più sincere.

Capisco che la situazione non è facile da capire, ma se si pretende di dare un giudizio solo sulla base di servizi al limite del pietoso delle televisioni (inter)nazionali, è logico che il giudizio sia relativo e contaminato. Dietro tutto questo c’è una storia, che si definisce lunga per giustificarsi, conoscerla è il minimo per poter azzardare un commento.

Eh sì, bisognerebbe trovare delle testate nucleari nella striscia di Gaza per risolvere la situazione.

feb
06
2009
0

Eluana Englaro.

Non ho parlato per nulla di lei in questo blog, non credevo che la storia potesse prendere questa stranissima piega. Come si è sviluppata la storia lo sappiamo tutti, elenco qui gli eventi principali che hanno preceduto questi momenti di “agitazione mediatica”:

- Berlusconi pianifica con il Consilio del Ministri un decreto legge, atto speciale e provvisorio per il qui descritto caso.1

- Berlusconi minaccia “Napolitano firmi il decreto o questo diventa legge”2

- Napolitano non firma il suddetto decreto legge.3

- Questo passa comunque.4

-Si riunisce ancora il Consiglio dei Ministri, stavolta per un DISEGNO di legge, non più speciale e provvisorio quindi.5

Questo è quello che ho capito leggendo in giro, attravero piccoli sunti e veloci reazioni.

È difficile credere che un provvedimento del genere sia stato preso qui?

Ho sentito discorsi del tipo:
«La vita è di Dio.»

«Eluana è una persona viva, respira, le sue cellule cerebrali sono vive e potrebbe in ipotesi fare anche dei figli. È necessario ogni sforzo per non farla morire.»

«Lasciatela dalle suore.»

Ora, evitando di parlare del caso in particolare, che è solo un esempio, uno strumento (so che è brutto dirlo, ma è così), un modello, un incipit. Quale giustificazione laica possono portare quei cristiani che impediscono la morte ufficiale della  – già-morta – Eluana? Dobbiamo andare avanti a credenze e motivazioni religiose in uno stato laico? È questa la democrazia moderna? Ed il liberalismo?

Dice bene Capeamaster: liberali? Ma chi li ha mai visti!

  1. http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.2987210883 []
  2. http://it.biz.yahoo.com/06022009/245/governo-berlusconi-se-colle-non-firma-dl-englaro-legge.html []
  3. http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2009-02-06_106312252.html []
  4. http://www.polisblog.it/post/3582/eluana-englaro-il-decreto-legge-della-vergogna  []
  5. http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.2988491567 []
Written by Omar in: Politica e dintorni | Tag:, , ,

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